CASSINO

La porta del Sud

Preistoria

Cassino inizia la sua storia circa 80.000 anni fa, nella preistoria: i ritrovamenti archeologici più antichi attestano la presenza di abitati già in quel periodo.

Epoca Romana

In epoca romana, Cassino diviene un’importante città, centro nevralgico delle vie di comunicazione. I Romani, infatti, occupano la regione nel 272 a. C., in seguito alle tre guerre contro i Sanniti, e le danno nome “Casinum”.

La posizione geografica rende Cassino uno snodo fondamentale di importanti vie di comunicazione: la Via Latina (l’attuale Casilina) che collega Roma con Capua, il Garigliano, fiume navigabile che sfocia nel Tirreno e che nasce dall’unione dei fiumi Liri e Gari, alcune strade appenniniche che la uniscono con città importanti della dorsale, come Venafro e Isernia.

La città raggiunge il periodo di massimo splendore nel I e II secolo d. C., in particolare per opera della ricca matrona romana Ummidia Quadratilla, la quale – a proprie spese – fa edificare l’anfiteatro romano e un tempio.

Terme Varroniane

Le attuali Terme Varroniane risalgono, invece, al periodo augusteo: in quest’epoca, Marco Terenzio Varrone edifica una villa bellissima in cui ospita le personalità più importanti dell’impero.

Montecassino

Su Montecassino vi è il tempio di Apollo, la divinità più venerata, nel complesso dove attualmente sorge l’Abbazia: essendo l’acropoli, ha anche funzione militare, difesa da una doppia cinta muraria, ancora oggi in parte ammirabile.

San Benedetto e il Monachesimo

Il declino dell’impero è segnato dalle invasioni barbariche: nel V secolo Goti, Vandali, Eruli e Visigoti, riducono Cassino a un piccolo borgo.

In seguito, nell’alto Medioevo che Cassino ritorna a essere una città vitale grazie a San Benedetto da Norcia che sceglie Montecassino come luogo per il suo primo convento, dando vita all’Ordine Benedettino, all’incirca nel 529 d.C. Qui scrive la Regola Benedettina, principio fondatore del monachesimo occidentale.

Dal VI al X secolo Cassino è soggetta alle devastazioni dei Longobardi prima, e dei Saraceni poi, che nel 883 distrussero anche l’abbazia. Cacciati nel 994, a Montecassino tornano i monaci e iniziano la ricostruzione dell’abbazia.

L’abate Aligerno fa edificare un torrione sul Colle Janulo: la Rocca Janula. Lo scopo è quello di difendere sia il monastero che la città sottostante. L’abbazia torna a essere un centro culturale vivo, grazie all’attività dei monaci amanuensi.

Il Medioevo

Nel 1022 i Normanni si insediano e, da allora, Cassino diviene uno dei terreni di scontro tra potere papale e imperiale, soprattutto con Federico II che qui nel 1230 sigilla una pace con il Papa Gregorio I. Da quel trattato, Cassino segue le sorti delle dominazioni del Sud Italia, condividendone le alterne fortune.

Il Novecento

Nel Novecento, infine, Cassino torna ad essere drammaticamente nota durante la Seconda Guerra Mondiale: per la sua posizione geografica, è il nodo della linea difensiva tedesca Gustav, che si estendeva dall’Adriatico al Tirreno e divide a metà l’Italia.

Nel 1944 Montecassino è teatro di scontri di quattro battaglie, tra le più importanti della seconda guerra mondiale: più di 5 mesi di assedio, un drammatico numero di vittime tra civili e militari, e la distruzione dell’abbazia. Infatti, Cassino ospita i cimiteri inglese, tedesco e polacco. Insignita del titolo di città martire, Cassino è ricostruita nell’immediato dopoguerra, proprio a partire dalla sua Abbazia, simbolo della sua storia e della sua rinascita.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi